Intorno a noi
Mare,
foresta e un po' di storia
S’Argilloni è immerso nella campagna di Castiadas, con il mare da una parte e la foresta dei Sette Fratelli dall’altra. In una decina di minuti d’auto sei in spiaggia; alle spalle hai uno dei parchi più grandi della Sardegna; e nel paese c’è l’ex colonia penale, oggi museo. Ecco cosa puoi vedere qui intorno.
Le spiagge
La costa di Castiadas è lunga circa tredici chilometri, tutta un alternarsi di sabbia chiara e calette. Il mare è quello trasparente del sud-est sardo, con fondali che restano bassi a lungo, comodo per chi viene con i bambini.
La più vicina è Costa Rei: dieci chilometri di sabbia dorata a pochi minuti da noi. Poco più a sud, Cala Sinzias, due chilometri di sabbia bianca e fine, con un mare tra i più puliti della zona, segnalato da Goletta Verde di Legambiente.
Accanto c’è Cala Monte Turno, una baia di sabbia chiarissima riconosciuta tra le più belle d’Italia, con il promontorio tondeggiante che le dà il nome.
Verso Villasimius si arriva a Cala Pira: una spiaggia raccolta chiusa da una pineta, con una vecchia torre di avvistamento spagnola e l’isola di Serpentara davanti.
All’estremità nord, la spiaggia di Santa Giusta con lo Scoglio di Peppino, un affioramento di granito a forma di tartaruga diventato il simbolo del litorale, sul confine con Muravera.
Per chi ama il vento, San Pietro (o Cala Marina) è il posto giusto per surf e kitesurf.

La
foresta dei Sette Fratelli
foresta dei Sette Fratelli
Appena dietro l’agricampeggio comincia il parco dei Sette Fratelli, uno dei più estesi d’Italia: quasi sessantamila ettari di leccete, ginepri e granito. È la casa del cervo sardo, specie endemica che qui vive protetta da decenni.
Ci sono sentieri per camminare o andare in mountain bike, un centro visite e un museo dedicato proprio al cervo. Con un po’ di attenzione, all’alba o al tramonto, capita di avvistarne qualcuno.
L’ex colonia penale di Castiadas
Nel paese si visita l’ex colonia penale, aperta nel 1877 e costruita dagli stessi detenuti, che bonificarono una zona all’epoca paludosa e disabitata. Chiusa a metà del Novecento, oggi ospita il Museo del Territorio: le celle, la villa del direttore e il racconto di come è nata Castiadas.
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